“Questo non lo mangio!”- Come affrontare i capricci a tavola dei bambini (2^ parte)

La scorsa volta ho affrontato il tema di come educare a tavola i nostri bambini.
Entro nel pratico, raccontandovi come promesso quali strategie adottiamo a casa per gestire emozioni ed educazione legate al cibo con nostra figlia Valentina.

Il nostro approccio a tavola è, prevalentemente, quello di proporre pietanze diverse ogni giorno, cercando di variare il più possibile il tipo di alimenti e i loro accostamenti (se, ad esempio, a pranzo abbiamo mangiato pasta o riso, a cena proporrò o pesce, o carne, o uova, o legumi accompagnati da verdure).
Tutto questo senza cedere (o facendolo solo in casi eccezionali) a eventuali pretese della bambina di avere un menù diverso dal nostro.

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Un approccio che ci ha permesso di ottenere risultati più che soddisfacenti, devo dire, se considero che a due anni era già una buona forchetta capace di apprezzare alla grande spaghetti alle vongole, risotti con verdure, zuppe, minestre e formaggi stagionati!
Naturalmente, crescendo e avendo sempre più occasioni di osservare il comportamento a tavola di altri bambini, anche Valentina, ogni tanto, ha provato a fare rimostranze e storcere il naso di fronte a qualche piatto a lei gradito sino a poco tempo prima.
In questi casi, abbiamo notato come basti poco per farsi circuire e come sia facile cedere di fronte alla potente minaccia “O mi dai ciò che voglio o, altrimenti, non mangio”.
Ma, per fortuna, sono state rare le volte in cui abbiamo assecondato in modo spudorato le sue richieste.
In genere, infatti, riusciamo a mantenere fermezza e lucidità sufficienti per ribattere dicendole: “Ricordati che è tuo interesse mangiare, non di mamma o babbo; fai come preferisci, ma sappi che se non mangi ciò che adesso è disponibile a tavola, non ti daremo nient’altro con cui sostituire il pasto. E comunque, potrai  mangiare questo piatto più tardi, se avrai fame”.
Nella maggior parte dei casi, basta questo atteggiamento sereno e risoluto per ricondurre a più mite giudizio nostra figlia e farle tornare in un lampo gusto e appetito.

I vizi sul mangiare non hanno mai rappresentato una seria difficoltà in casa ma, nelle situazioni in cui rischiavano di diventare un problema, abbiamo anche fatto ricorso alla nostra fantasia creando, col personaggio di Giorgetta, una storia utile per insegnare ancora meglio a nostra figlia il valore del cibo e il piacere della varietà a tavola.
E siccome ha funzionato alla grande, nel prossimo articolo voglio condividere con voi la storia di Giorgetta, sperando che possa darvi una mano nell’ aiutarvi a nutrire in modo adeguato, sano e sereno i vostri bambini.
Alla prossima!

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