Storia del re sognatore

Usare le favole per superare le difficoltà

Un racconto che spiega il potere e l’efficacia delle favole per educare, motivare e infondere coraggio

Viveva in un tempo e regno lontani un re molto saggio e amato dal popolo.
Nel suo regno la gente vive in pace e benessere, contenta di sé stessa e del suo lavoro, abita in comode case e in città meravigliose, abbellite da giardini e splendidi palazzi.
Dai bambini agli anziani, le persone dialogano serene fra loro e l’armonia regna sovrana.
Il re, infatti, governa con buonsenso, gioia e coraggio e trasmette molta fiducia anche ai suoi sudditi, che sentono di potere riuscire a ottenere il meglio e cavarsela bene in ogni situazione, ispirati dal suo esempio.
Fra serena operosità e momenti di festa, la vita scorre per tutti in modo davvero piacevole e sembra che niente possa turbare quella loro vita beata.
Oltre il regno, però, un’ondata di carestia e guerre devasta le contee confinanti fino al punto che, in poco tempo, le difficoltà dei paesi vicini diventano l’argomento principale di conversazione e sempre più persone iniziano a sentirsi minacciate e a nutrire forti paure sul proprio futuro: un disagio che si ripercuote anche nel loro modo di lavorare, che diventa discontinuo, meno sereno ed efficiente.

Anche il re si sente più nervoso e sente il bisogno di aiutare il suo popolo a ritrovare la giusta fiducia e serenità nell’affrontare l’incerto futuro.
Decide così di convocare tutte le persone del regno nell’immensa sala riunioni del suo palazzo: davanti ai visi preoccupati e angosciati dei suoi sudditi, spiega loro quali sono le difficoltà nel respingere gli assalti ma cerca anche di rasserenarli sul fatto che, se saranno uniti e fiduciosi, potranno avere la meglio sugli invasori.
Chiede loro, perciò, di non cedere alle paure ma di continuare a lavorare con entusiasmo e collaborazione per mantenere prosperità e pace nel regno.
Il suo discorso sembra funzionare per qualche giorno, ma basta la voce di nuove guerre al di fuori del regno che gli abitanti si ritrovano più inquieti e allarmati di prima.
Il re cerca ancora con nuove riunioni di calmare gli animi e far ritrovare grinta e motivazione alle persone.

Di riunione in riunione, però, le sue parole hanno sempre meno presa e convincono meno: per quanto lui si sforzi, i suoi inviti a reagire, fatti di esortazioni, sfuriate e sermoni, rimangono per lo più inascoltati; anche la sua credibilità e il suo carisma sembrano vacillare.
Il nuovo atteggiamento dei sudditi inizia così a compromettere la sicurezza e la prosperità in tutto il regno.
E il re è sempre più preoccupato.

Un pomeriggio, mentre si trova a fare su e giù nella sala azzurra del castello intento a cercare soluzioni alla piega che hanno preso gli eventi, sente la regina sua moglie raccontare al loro bambino di 4 anni un’avvincente favola di eroi e cavalieri.
Una favola così ricca di avventure, colpi di scena e coraggio che anche lui si ferma ad ascoltarla rapito.
Colto da un’improvvisa intuizione, al termine della storia, il sovrano chiama il suo messo per incaricarlo di annunciare a tutti un nuovo e urgente incontro col popolo per il pomeriggio seguente.
Facce scontente e molto brusio accompagnano, il giorno dopo, l’ingresso del re nella grande sala: la gente è ormai stanca di riunioni e sermoni che non riescono a fugare incertezze e paure.

Il re prende posto sul trono e, con sorpresa di tutti, inizia a raccontare le gesta eroiche compiute dai loro antenati qualche secolo prima quando, vincendo avversità di ogni genere, erano riusciti a trasformare quello che era un luogo incolto e inospitale, frequentato da lupi feroci e orde di barbari, in un paese rigoglioso, operoso e accogliente: il loro regno.
E, mentre in sala cala un attento silenzio, Il re continua ricordando anche di come il regno fosse via via cresciuto e migliorato, tanto da essere invidiato da tutti per la sua bellezza e ricchezza.
Parla anche dei diversi pericoli a cui, nel tempo, i loro padri e nonni avevano dovuto far fronte quando qualcosa aveva minacciato la loro tranquillità: una pestilenza, l’assalto dell’esercito dei ghiacci, l’invasione di cavallette nei campi…
Mentre racconta, il re si accorge con sorpresa di essersi rilassato. E di crederci di più.
Con viso disteso e cuore di nuovo gioioso, continua raccontando le difficoltà affrontate insieme, solo pochi anni prima, e i risultati ottenuti: risultati e successi che ciascuno dei sudditi riconosce di aver contribuito a realizzare.
Determinazione e unione che scorrono ancora nelle mie e nelle vostre vene, e a cui possiamo sempre fare ricorso”, conclude, “se solo avremo voglia di guardare e cercarle dentro noi stessi”.
Un lungo e commosso applauso chiude l’incontro: e mentre la gente sfolla fra sorrisi e occhi lucidi, il re capisce di avere recuperato il forte legame con il suo popolo.

E così, storia dopo storia, la tranquillità e la fiducia tornano nel regno, che riprende a prosperare con felicità di tutti.

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